Alimentazione e sport ad alta quota

Già sopra i 3000 metri la pressione atmosferica cala e diminuisce la pressione dell’ossigeno, che è meno “spinto”, tramite l’aria che penetra negli alveoli polmonari, nel sangue. Questo genera a livello tissutale una situazione di ipossia e l’organismo reagisce aumentando ventilazione e gittata cardiaca. Ne consegue che l’attività in quota risulti più faticosa e si verifichi la diminuzione della massima potenza aerobica. Quando l’attività fisica poi diventa sostenuta si assiste, a causa della ridotta performance organica, a una riduzione della frequenza cardiaca massima e di conseguenza della gittata con un minor trasporto di ossigeno ai tessuti.

Il tessuto più sensibile all’ipossia è il sistema nervoso centrale (calo concentrazione, stordimento, mal di testa o euforia). Dal punto di vista alimentare l’alpinista può tranquillamente arrivare ad aver bisogno fino a 5000/6000 Kcal al giorno durante le scalate. Come rapporto di macronutrienti andiamo dai 50-70% di carboidrati (richiedono una digestione meno complicata) i 10-20% di proteine (considerando l’alto livello calorico della dieta si tratta comunque di un apporto anche superiore ai 2g prochilo per contrastare il catabolismo conseguente a un’attività così estrema) il resto grassi (formaggio speck lardo preferibilmente a cena, frutta secca e cioccolato a colazione e nei trasferimenti, ma anche eventualmente integratori a base di trigliceridi a media catena MCT). Utili nei trasferimenti gel, barrette (anche al cioccolato), pasti liofilizzati, bevande con miscele di maltodestrine e fruttosio, arricchite con sali minerali e vitamine, mentre al rientro meglio consumare pasti completi e caldi.

Un problema frequente è la disidratazione quindi è necessario bere molta acqua con sali e il giusto apporto di sodio perché stimola la sete, contribuisce a una migliore idratazione e a prevenire i crampi. Vari studi hanno dimostrato che la supplementazione con Rhodiola Rosea e/o Tirosina può diminuire gli effetti negativi dello stress da freddo con una minor frequenza di mal di testa, minor stanchezza e maggior capacità di sopportazione.