Il Doping, etimologia e un po’ di storia

Il termine “doping” ha un’etimologia incerta, sembra derivare da “dope” un miscuglio di sostanze energetiche che i marinai olandesi, già quattro secoli fa ingerivano prima di affrontare una tempesta sull’oceano; di qui, poi, la nascita del verbo inglese “to dope”, che assume il significato “somministrare stimolanti” e deriva dal sostantivo “dope”, con cui veniva indicata una bevanda alcolica anticamente usata dalle popolazioni del Sud Africa come stimolante durante danze e riti propiziatori. Attualmente e nella sua accezione più comune il termine “doping” viene inteso come “l’uso di sostanze o procedimenti destinati ad aumentare artificialmente il rendimento psicofisico in vista o in occasione di una gara sportiva”.

L’introduzione di questo termine in ambito sportivo sembra risalire alla fine del XIX, usato per indicare una miscela a base di oppio e tabacco che veniva somministrata ai cavalli da corsa in Nord America. Nonostante il termine abbia un’accezione moderna, la pratica di per sé ha una radice molto antica: gli antichi lottatori greci (III sec a.C.) sembra assumessero una sostanza estratta da un fungo per aumentare le capacità fisiche e l’aggressività, sembra infatti che Filippide, il soldato greco che portò ad Atene la notizia della vittoria di Maratone, fosse drogato. Gli antichi romani ricorrevano a qualità differenti di carne: “carne di capra per il saltatore, carne di antilope per il corridore, carne di toro per il lottatore... con pane e vino”. Gli aztechi mangiavano il cuore delle vittime sacrificali per assimilarne la forza e sfruttavano le proprietà di aumentare la resistenza allo sforzo fisico possedute da una sostanza estratta da un cactus. In tempi più recenti, il ciclista Arthur Linton vince la Parigi-Bordeaux del 1896 morendo subito dopo per l’uso eccessivo di sostanze stimolanti (etere-cocaina). Agli inizi del ‘900 si passa all’uso di zollette di zucchero imbevute nell’etere alle miscele di stricnina, brandy e vino in cui erano state macerate foglie di coca; a causa di queste muore Dorando Petri, maratoneta; così anche Thomas Hicks a causa del solfato di stricnina.